2017 |
Palazzo del Cinema - Largo Firenze 1 - Ravenna
28 ottobre - 5 Novembre

METROPOLIS

La sezione tradizionale del Festival, che racconta  la storia e la memoria, presenta Metropolis di Fritz Lang, uno dei titoli più importanti - se non il più importante - del filone fantascientifico, che festeggia i 90 anni. Era infatti la primavera del 1927 quando uscì nelle sale sconvolgendo il pubblico dell’epoca. 




Metropolis

1925-27, Germania, 149’

 

Regia / Direction: Fritz Lang
Sceneggiatura / Screenplay: Thea von Harbou
Produttore / Producer: Erich Pommer
Interpreti / Cast: Brigitte Helm, Alfred Abel, Gustav Fröhlich, Rudolf Klein-Rogge, Heinrich George
Fotografia / Cinematography: Karl Freund, Günther Rittau
Musica / Music: Gottfried Huppertz
Scenografia / Set Designer: Erich Kettelhut, Otto Hunte, Karl Vollbrecht
Effetti Speciali / Special Effects: Ernst Kunstmann
Produzione / Producer Company: Universum Film (UFA)

 

Alla sua uscita, nella primavera del 1927, Metropolis aggredisce e sconcerta il pubblico dell’epoca. Si trasformerà in un film d’impatto inesauribile sull’intera storia del cinema, capostipite della fantascienza, capace di nutrire ogni nuova visione ‘assolutamente moderna’, fino a Brazil, a Blade Runner, ad Avatar. Fantasia distopica su un mondo verticalmente diviso, l’avveniristica città dell’intelletto e del potere e il sottosuolo della forza lavoro, Metropolis è un capolavoro laddove trascende il proprio mai risolto messaggio sociale (rivoluzione o conciliazione?): nella prodigiosa intuizione con cui osserva una città vera, New York, e la ricostruisce come grandiosa icona d’ogni futuro oltreumano. Straordinari effetti speciali, movimenti di masse in rivolta, trecento giorni di riprese, trentaseimila comparse, cinquecento grattacieli di settanta piani, e al centro di tutto l’ambigua Maria, vergine e androide: “Uno dei film più stupefacenti del cinema espressionista tedesco, uno dei rari film muti in grado di rappresentare ancora qualcosa per il grande pubblico di oggi” (Jacques Lourcelles).

 

La versione che presentiamo al Ravenna Nightmare Film Fest 2017 è il restauro completo, realizzato nel 2010 da Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung e Deutsche Kinemathek in seguito al ritrovamento in Argentina di 25 minuti di pellicola ritenuti perduti. Dopo ottant’anni di versioni spurie e il pluridecennale lavoro di ricostruzione condotto da Enno Patalas, quello che vedrete al Festival è il film come Thea von Harbou l’aveva scritto e Fritz Lang girato. Con la colonna sonora originale ricostruita di Gottfried Huppertz eseguita da Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino diretta da Frank Strobel.

(www.ilcinemaritrovato.it)




Fritz Lang (1890 – 1976)

Fritz Lang nasce a Vienna nel 1890. Il padre, costruttore, vorrebbe che il figlio seguisse le sue orme, ma le inclinazioni artistiche spingono Fritz ad iscriversi prima ai corsi di architettura alla Technische Hochschule di Vienna, poi a studiare pittura a Monaco e Parigi. Affermatosi come pittore, gira l'Europa, l'Asia e il Nord Africa. Durante la Prima Guerra Mondiale viene arruolato nell'esercito austriaco e, dopo avere riportato varie ferite nel 1916 viene congedato. Inizia a lavorare a Berlino come sceneggiatore per Eric Pommer, poi passa al lavoro di regista. Nel 1922, dopo la morte della prima moglie Lisa Rosenthal, sposa la scrittrice e attrice Thea von Harbou che di lì in poi lavora per lui alle sceneggiature di Destino (1921), del thriller psicologico Il dottor Mabuse (1922), della saga a sfondo storico-mitico I Nibelunghi (1924), di Metropolis (1927), di M, il mostro di Düsseldorf (1931) e de L'inafferrabile (1928), tratto dal romanzo omonimo scritto da lei stessa. Con questi film il regista diventa esponente del cinema espressionista, di cui Metropolis, film fantascientifico e visionario, è ritenuto una pietra miliare. Il ciclo dei film tedeschi si conclude temporaneamente con Il testamento del dottor Mabuse (1933). Nel 1933 divorzia dalla moglie e lo stesso anno gli viene affidato l'incarico da Gobbels, Ministro della Propaganda Nazista, di dirigere gli studi UFA per il regime. Lang rifiuta ed è costretto a rifugiarsi a Parigi. Dopo qualche anno si trasferisce negli USA e inizia a lavorare ad Hollywood. Di quegli anni i film Furia (1936), Sono innocente! (1937), Prigioniero del terrore (1943), La donna del ritratto (1944), fino agli ultimi Il grande caldo (1953) e Mentre la città dorme (1956). Negli anni '50 rientra in Germania, dove ritorna agli antichi soggetti, girando film come La tigre di Eschnapur (1959) e il terzo episodio del Dottor Mabuse: Il diabolico dottor Mabuse (1960), ultimo film del regista che la vecchiaia ha ormai reso quasi cieco. Nel 1964 viene invitato a far parte della Giuria di Cannes e nel 1967 la Mostra di Venezia gli affida la presidenza di un convegno sull'espressionismo. Muore a Los Angeles, nel 1976, all'età di 86 anni.

(www.cinematografo.it)

 

 


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